La cucitura dei fascicoli è la fase che più incide sulla longevità di un libro rilegato artigianalmente. A differenza dell'incollatura industriale a caldo, che unisce i fogli tramite resina termoplastica, la cucitura manuale distribuisce la tensione meccanica lungo tutto il dorso, consentendo al libro di aprirsi in piano senza subire deformazioni.

In Italia, la tradizione della legatoria artigianale si concentra principalmente nelle botteghe di Firenze, Bologna e Venezia, dove alcune famiglie di legatori trasmettono tecniche consolidate da più generazioni. La scelta del punto di cucitura, del tipo di filo e della struttura del supporto riflette scuole diverse, spesso distinguibili a occhio nudo osservando il dorso a libro aperto.

Materiali necessari per la cucitura

Prima di iniziare, è necessario raccogliere i materiali base. La qualità di ciascun elemento influisce sul risultato finale in modo misurabile.

Il filo

Il filo di lino cerato è il materiale di riferimento per la cucitura professionale. La cera d'api che riveste il filo riduce l'attrito durante il passaggio attraverso la carta e previene i nodi involontari. In commercio si trovano fili di spessore variabile tra 18/3 e 35/3 (la prima cifra indica il titolo metrico, la seconda il numero di capi ritorti).

Per i libri di grande formato e grammatura elevata si utilizzano fili più robusti (18/3 o 25/3). Per i taccuini sottili o le edizioni di pregio con carta leggera, si preferisce il 35/3 o addirittura filo di seta, che passa attraverso la carta senza allargarle il foro.

Il filo di cotone non cerato è meno adatto: assorbe umidità nel tempo, si gonfia e può produrre tensioni anomale sul fascicolo. Si usa occasionalmente per legature temporanee o per test strutturali prima della cucitura definitiva.

L'ago

Si utilizzano aghi da legatoria con punta arrotondata (tipo curved o straight bookbinding needle), che non tagliano la carta ma passano attraverso il foro già praticato con la lesina. La lunghezza standard è 5–6 cm. Per la cucitura copta, dove il filo attraversa anelli del fascicolo precedente, si preferisce l'ago curvo per agevolare il movimento.

La lesina

Prima della cucitura, ogni fascicolo deve essere forato sulla piega interna con una lesina appuntita. Il numero di fori dipende dallo schema di cucitura scelto: la cucitura su tre o cinque nervi richiede sette o undici fori rispettivamente (compreso quello iniziale e quello finale in testa e piede).

Nota pratica

Per praticare i fori in modo uniforme su tutti i fascicoli, si prepara un cartoncino-guida con le posizioni marcate, poi si appoggia ogni fascicolo alla guida e si perfora con la lesina. Un foro troppo largo rispetto al filo lascia un gioco che nel tempo si traduce in allentamento della cucitura.

Schemi di cucitura principali

Esistono diversi schemi consolidati nella tradizione italiana. Ognuno offre caratteristiche strutturali diverse in termini di flessibilità del dorso, resistenza alla trazione e aspetto estetico.

Cucitura su supporti (a nervi)

È la tecnica più diffusa nella rilegatura tradizionale italiana. I fascicoli vengono cuciti attorno a supporti orizzontali — solitamente nastri di lino o spaghi di canapa — disposti perpendicolarmente al dorso. I supporti funzionano da tramite tra i fascicoli e il piatto di copertina, a cui vengono poi incollati.

Il numero di supporti varia in base al formato del libro: libri di formato A4 richiedono generalmente cinque supporti; i formati più piccoli tre o quattro. La cucitura procede da testa a piede: il filo esce dal primo fascicolo, avvolge il supporto, rientra nel fascicolo successivo e si aggancia al punto del fascicolo precedente con un nodo a cappio.

Cucitura a punto rinforzato (française)

Variante della cucitura su supporti in cui il filo, invece di avvolgere il supporto una sola volta, lo avvolge due volte a forma di otto. Produce un legame più rigido tra il supporto e il fascicolo, adatto a libri di grande formato o a quelli destinati a un uso intensivo (registri, libri contabili).

Cucitura giapponese

In questa variante, i fascicoli non vengono cuciti attorno a supporti bensì direttamente l'uno all'altro attraverso fori praticati sul dorso esterno (non sulla piega interna). La cucitura è visibile sul dorso e produce un effetto decorativo. Non è adatta a libri con più di 300 pagine perché la struttura non è sufficientemente rigida.

Interno di una legatoria artigianale

Il montaggio dei fascicoli prima della cucitura

Prima di cucire, i fascicoli vengono ordinati in sequenza e pressati per qualche ora in una pressa da legatoria. Questo passaggio comprime le pieghe e riduce il rigonfiamento che si formerebbe sul dorso una volta cucito l'intero blocco. Senza questa pressatura, il dorso risulta convesso già dopo pochi fascicoli.

La pressatura è particolarmente importante per la carta offset di grammatura superiore a 90 g/m²: la sua struttura più rigida accumula più materiale sulla piega interna rispetto a una carta da 60–70 g/m².

La tensione del filo

Uno degli errori più frequenti tra chi si avvicina alla cucitura artigianale è applicare troppa tensione al filo tirando il nodo di collegamento tra i fascicoli. Una tensione eccessiva deforma la piega interna del fascicolo e nei libri più sottili può lacerare la carta in corrispondenza dei fori.

La tensione corretta è quella minima necessaria a tenere i fascicoli accostati senza spazi vuoti sul dorso. Si ottiene tirando il filo con due dita, non con l'intera mano. Per i fili di lino cerato, la cera già compensa parte dell'attrito; sui fili non cerati è necessario ridurre ulteriormente la forza applicata.

Finitura del blocco dopo la cucitura

A cucitura completata, il blocco viene di nuovo pressato e poi battuto leggermente sul dorso con un martello da legatoria per uniformare le pieghe. In questa fase, su alcuni tipi di legatura, viene applicato un primo strato di colla vinilica diluita sul dorso per consolidare i fascicoli prima di procedere alla costruzione della coperta.

Per approfondire le tecniche di selezione della carta prima della cucitura, si rimanda all'articolo Come scegliere la carta per la rilegatura. Per una struttura di legatura che non richiede supporti né incollatura del dorso, si veda invece Rilegatura copta: struttura e varianti.

Una risorsa di riferimento per chi studia le strutture storiche di legatura è il Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (ICPAL), che pubblica periodicamente studi analitici sulle legature storiche italiane.