La carta è il materiale più abbondante in un libro, eppure nella letteratura sulla legatoria artigianale viene spesso trattata come un dato di partenza anziché come una scelta. In realtà la compatibilità tra la struttura di legatura scelta e le caratteristiche fisiche della carta è determinante quanto la qualità della cucitura stessa.
Un libro cucito perfettamente su fascicoli di carta con direzione sbagliata della fibra presenterà crespe e ondulazioni già dopo qualche mese di uso normale. Viceversa, una carta ben scelta compensa in parte anche qualche imperfezione nella cucitura.
Grammatura: il parametro più immediato
La grammatura (espressa in g/m², comunemente detta "grammaggio") misura il peso di un metro quadro di carta. È il primo parametro da considerare, ma non il più importante.
Le grammature più usate nella rilegatura artigianale italiana ricadono in questi range:
- 60–80 g/m²: carte da testo leggere, adatte a libri con molte pagine (romanzi, saggi, edizioni economiche). Producono fascicoli sottili e un dorso contenuto.
- 80–100 g/m²: la gamma più versatile. Compatibile con la maggior parte delle strutture di legatura, dalla cucitura su nervi alla legatura copta.
- 100–120 g/m²: carte da uso intensivo, adatte a registri e taccuini. La maggiore rigidità richiede una cucitura più robusta e supporti più larghi.
- oltre 120 g/m²: quasi esclusivamente per le guardie, le carte di copertina o per libri d'artista con poche pagine.
La grammatura incide sul gonfiamento del dorso: ogni fascicolo di 5 fogli in carta da 90 g/m² produce uno spessore leggermente superiore rispetto allo stesso numero di fogli in carta da 70 g/m². In un libro di 30 fascicoli, la differenza cumulata può raggiungere i 4–5 mm, il che modifica le proporzioni della coperta.
La direzione della fibra: il parametro critico
Nella produzione industriale della carta, le fibre di cellulosa si orientano prevalentemente nella direzione del movimento del nastro di produzione (direzione "lunga" o "di macchina"). La carta prodotta a mano, invece, non ha una direzione di fibra dominante.
Per la rilegatura, è essenziale che la direzione lunga della fibra sia parallela al dorso del libro. Quando la fibra è perpendicolare al dorso, la carta si espande in direzione trasversale in risposta alle variazioni di umidità, generando tensioni che si traducono in ondulazioni o nel distacco progressivo dei fascicoli dalla spina.
Come verificare la direzione della fibra
Si pieghi un foglio in due direzioni diverse: nella direzione della fibra, la piega è morbida e regolare; nella direzione perpendicolare, oppone una resistenza maggiore e si formano piccole crespe lungo la piega. In alternativa, si bagni un lato del foglio con acqua: il foglio si curverà nella direzione perpendicolare alla fibra.
Trattamento superficiale e compatibilità con le colle
Le carte patinate (con trattamento superficiale a base di caolino o carbonato di calcio) presentano una superficie liscia e poco assorbente. Sono adatte alla stampa offset di alta qualità, ma nella rilegatura pongono problemi con le colle a base acquosa (vinilica, metilcellulosa): la bassa porosità rallenta l'assorbimento e può causare scivolamento prima dell'asciugatura.
Le carte offset non patinate, con una superficie leggermente ruvida e assorbente, si incollano meglio e producono giunti più solidi con colle vinailiche standard. Sono il materiale di riferimento per la rilegatura artigianale classica.
Le carte a mano (come la carta fabriano, la carta giapponese washi o le carte di origine orientale) hanno caratteristiche molto variabili a seconda della fibra di partenza (cotone, canapa, kozo, gampi). In generale si incollano bene con paste di amido e metilcellulosa, meno bene con la colla vinilica pura a causa della loro struttura fibrosa che può delaminarsi sotto tensione.
Carte per guardie e carte decorative
Le guardie (i fogli che uniscono il blocco alla coperta) richiedono una carta con proprietà diverse rispetto alle carte da testo. Devono essere sufficientemente robuste da sopportare il movimento ripetuto dell'apertura e della chiusura, ma anche abbastanza flessibili da non creare tensioni sulla cerniera.
Le carte marmorizzate — prodotte con tecnica ebru su superficie acquosa — sono tradizionalmente le guardie di pregio delle legature italiane, specialmente nelle scuole fiorentina e veneziana. La loro grammatura si aggira tra 80 e 100 g/m². Per le legature contemporanee si usano spesso carte giapponese tinte o carte toscane con motivi vegetali.
Carta e formato del fascicolo
Il numero di fogli per fascicolo influisce sulla scelta della grammatura. Un fascicolo da 8 fogli (16 pagine) in carta da 100 g/m² produce una piega molto tesa e difficile da cucire senza lacerazioni. Lo stesso numero di fogli in carta da 70 g/m² risulta molto più gestibile.
Come regola empirica, per fascicoli da 4–5 fogli si può usare carta fino a 120 g/m². Per fascicoli da 8 fogli è preferibile non superare gli 80 g/m². Oltre questi limiti, si rischia che il foro della lesina, sotto la tensione del filo, si trasformi in uno strappo.
Per approfondire come il filo e lo schema di cucitura interagiscono con la carta, si veda l'articolo Come cucire i fascicoli a mano. Per un tipo di legatura che riduce al minimo le sollecitazioni sulla carta, si rimanda all'articolo sulla rilegatura copta.
Per informazioni sulla produzione italiana di carta a mano, il ICPAL ha pubblicato studi specifici sul Museo della Carta di Fabriano e sulle cartiere storiche della penisola.