La rilegatura copta è una delle strutture di legatura più antiche conservatesi nella storia del libro. Si distingue da quasi tutte le altre tecniche per un elemento strutturale fondamentale: il dorso rimane privo di colla. I fascicoli sono tenuti insieme esclusivamente dal filo di cucitura, che li collega l'uno all'altro attraverso anelli esposti sul dorso esterno.

Il risultato è un libro che si apre completamente in piano, senza alcuna resistenza alla piega, e che mantiene questa caratteristica per tutta la sua vita utile. Questa proprietà ha reso la legatura copta particolarmente apprezzata nella produzione contemporanea di taccuini, agende e libri d'artista.

Origine storica

La legatura copta prende il nome dai cristiani copti d'Egitto, che la utilizzavano per la produzione di codici liturgici tra il III e l'XI secolo. Alcuni dei più antichi esempi noti risalgono al IV–V secolo e sono conservati in collezioni come quella della Morgan Library di New York e della Chester Beatty Library di Dublino.

Rispetto al rotolo (volumen), il codice con legatura copta consentiva di accedere a qualsiasi punto del testo senza dover scorrere l'intero documento. La struttura senza colla lo rendeva anche relativamente facile da riparare nelle botteghe monastiche con strumenti minimi.

La tradizione copta si interruppe quasi completamente in Europa con l'affermarsi delle legature con dorso rigido e colla durante il Medioevo. È stata riscoperta e documentata sistematicamente solo nel Novecento, grazie allo studio dei codici copti conservati nei musei.

Struttura di cucitura

Nella legatura copta, i fascicoli non vengono cuciti attorno a supporti esterni né incollati tra loro dopo la cucitura. Ogni fascicolo viene collegato al precedente attraverso una serie di anelli formati dal filo stesso sul dorso esterno.

Il procedimento base è il seguente:

  1. Si prepara il primo fascicolo e si prende la copertina anteriore (in cartone o pelle), forandola con fori identici a quelli dei fascicoli.
  2. Il filo entra dal primo foro interno del fascicolo, esce sul dorso, passa attraverso il foro corrispondente della copertina e rientra nel fascicolo formando un anello.
  3. Il secondo fascicolo viene posizionato sul primo. Il filo del secondo fascicolo, passando sul dorso, si infila nell'anello lasciato dal primo fascicolo prima di rientrare nel proprio fascicolo. Questo collegamento è il nodo copto.
  4. Ogni fascicolo successivo si collega al precedente con lo stesso schema, producendo una catena di anelli visibili sul dorso.

Il nodo copto

Il nodo che collega un fascicolo al precedente nella legatura copta è tecnicamente un nodo a cappio passante attraverso l'anello già formato. Non è una semplice asola: il filo si avvolge attorno alla struttura esistente e poi rientra nel fascicolo corrente, creando un collegamento che distribuisce la tensione su entrambi i fascicoli.

Materiali specifici per la legatura copta

La scelta dei materiali nella legatura copta ha alcune peculiarità rispetto alle legature con supporti e colla.

Il filo

Poiché il filo è visibile sul dorso, nella legatura copta si sceglie spesso con un'attenzione estetica in più. Il filo di lino non cerato, di colore naturale, è la scelta tradizionale. Nelle produzioni contemporanee si usano anche fili di cotone colorato, seta o fili con texture mista. Il diametro deve essere calibrato sui fori: un filo troppo sottile lascia un gioco eccessivo nell'anello, compromettendo la solidità della struttura.

Le copertine

Le copertine della legatura copta sono generalmente rigide ma relativamente sottili (cartoncino da 1,5–2 mm). Vengono forate prima della cucitura con gli stessi fori dei fascicoli. Alcune varianti prevedono copertine in pelle vegetale o in cartone rivestito di tessuto.

A differenza delle legature con copertura cartotecnica incollata, nella copta la copertina non viene mai incollata al blocco: è il filo a tenerla unita. Questo significa che la copertina può essere rimossa e riapplicata senza danneggiare il blocco, il che facilita interventi di restauro.

Libro rilegato a mano

Varianti della struttura copta

Nel corso del Novecento, i legatori contemporanei hanno sviluppato diverse varianti della struttura copta originale.

Copta a doppio filo

I fascicoli vengono cuciti con due aghi e due fili che partono in direzioni opposte. Produce anelli doppi sul dorso e una struttura più robusta, adatta a libri con carta pesante o a un uso molto intensivo. Il tempo di esecuzione quasi raddoppia rispetto alla copta semplice.

Copta con supporti

Una variante ibrida in cui il filo, invece di creare solo anelli tra i fascicoli, avvolge anche nastri di lino disposti orizzontalmente sul dorso. I nastri non vengono poi incollati ai piatti ma rimangono visibili come elemento decorativo. La struttura risultante è più rigida della copta pura e si avvicina per alcune caratteristiche alla legatura su nastri tradizionale.

Copta "pianeggiante" (long stitch)

In questa variante, il filo cuce i fascicoli direttamente a una copertina morbida forata, senza che i fascicoli siano collegati tra loro da nodi sul dorso. Il percorso del filo è più lungo e segue un disegno a chevron o a punto lungo. Molto usata nella produzione di taccuini con copertina in pelle.

Pregi e limiti nella produzione contemporanea

La legatura copta ha due vantaggi strutturali netti: l'apertura completamente piatta e l'assenza di colla, che la rende più duratura in ambienti con umidità variabile (la colla si deteriora più rapidamente del filo di lino).

I limiti principali riguardano la velocità di esecuzione e il numero massimo di fascicoli gestibili. Oltre i 40–50 fascicoli, la struttura copta tende a perdere rigidità verticale e il dorso può inclinarsi sotto il proprio peso. Per libri voluminosi, le legature con supporti e colla al dorso rimangono strutturalmente più adatte.

Per un confronto diretto con le tecniche di cucitura su supporti, si rimanda all'articolo Come cucire i fascicoli a mano. Per la scelta della carta compatibile con la struttura copta, si veda Come scegliere la carta per la rilegatura.

Una fonte analitica sulla storia della rilegatura copta è disponibile nelle pubblicazioni del ICPAL e nei cataloghi della Morgan Library.